Come il nostro cervello processa il dolore?

Articolo tratto dal sito http://www.askdoctork.com

How do our brains process pain? – Ask Doctor K, Harvard Medical School

 

 

Come il nostro cervello processa il dolore?

Postato il 6 Giungo 2013, 2:00 AM

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CARISSIMO DOCTOR K:

Diciamo che mi faccio male al dito del piede. Come fa il mio cervello a sapere dove fa male e quanto fa male?

CARISSIMO LETTORE:

Il dolore serve come sistema di allarme per il corpo. Ci avvisa di un infortunio o quando qualcosa, come un’infezione, non ha funzionato all’interno del nostro corpo. Il dolore può anche aiutare nella guarigione. Ci dice di evitare di toccare una ferita o utilizzando un’articolazione che è danneggiata. Ma al fine di rispondere in modo adeguato, il cervello deve identificare la posizione e la gravità del nostro dolore.

Il dolore che deriva da un infortunio ad un tessuto del corpo è conosciuto come dolore nocicettivo. Gli esempi includono le ustioni, distorsioni, fratture e infiammazioni. Il dolore in questo caso è innescato da un danno a piccole strutture chiamate nocicettori, che fanno parte delle terminazioni nervose nella zona lesa. Un’area sensibile al dolore del corpo, come la punta del dito o della lingua, ha migliaia di nocicettori in una piccola frazione di un centimetro quadrato.

Se ci si taglia superficialmente, per esempio, i nocicettori nelle terminazioni nervose della pelle delle dita sono stimolati dalla lesione. Essi inviano un segnale di dolore che inizia nel punto della lesione e viaggia lungo i nervi periferici fino al midollo spinale. Poi il segnale del dolore viaggia in un altro nervo all’interno del midollo spinale. (vedi immagine)


Due punti di vista del dolore

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Quando ci si fa male ad un dito, il segnale inizia dalla punta delle cellule nervose, viaggia lungo i nervi periferici e giunge al midollo spinale, di qui raggiunge una parte del cervello chiamata talamo. Il talamo invia i segnali a diverse parti del cervello compresi quelli che controllano la sensibilità tattile, le emozioni, la reazione fisico-motoria e la memoria.

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I segnali dolorifici sono svolti da due tipi di fibre nervose. Le fibre A-delta portano il primo dolore che si avverte, il più intenso. Le fibre C portano il cosiddetto dolore “sordo”, ed il dolore lancinante che segue. Per arrivare al cervello, i segnali viaggiano attraverso il midollo spinale attraverso una fitta serie di cellule nervose conosciuto con il nome di corno dorsale, dove l’azione del cosiddetto “gate control” (teoria del cancello) fa si che il messaggio transiti verso il cervello o venga inibito.


I segnali dolorifici sono svolti da due tipi di fibre nervose. Le fibre A-delta portano il primo dolore che si avverte, il più intenso. Le fibre C portano il cosiddetto dolore “sordo”, ed il dolore lancinante che segue.

Le fibre nervose in tutto il corpo si collegano al midollo spinale. Nel midollo spinale, i messaggi in arrivo possono essere amplificati, inibiti (impediti, ndr) o bloccati del tutto.

I segnali di dolore riescono a raggiungere diverse parti del cervello. Alcuni segnali raggiungono la parte del cervello che controlla la consapevolezza spaziale: in questo modo siamo informati da quale parte del corpo il dolore proviene. Altri segnali viaggiano alla parte del cervello che genera e controlla le emozioni: i segnali di dolore raggiungono anche l’ipotalamo, una parte del cervello che controlla la regolazione del sonno, nonché la temperatura corporea.

La sofferenza/dolore può essere modificata da segnali chimici sia all’interno del midollo spinale che nel cervello. Sappiamo diverse cose su alcuni di questi mediatori chimici (neurotrasmettitori), tuttavia è probabile la presenza di altri mediatori che non abbiamo ancora scoperto. Basti pensare che, poco più di 100 anni fa, non sapevamo nulla su come funzionano le vie del dolore. Gli esseri umani sono presenti sulla Terra da circa 40.000 anni, ma tutto ciò che sapevamo fino a 100 anni fa era, banalmente, che a volte ci facciamo male e sentiamo dolore.

La ricerca scientifica ci ha insegnato molte cose su come sentiamo il dolore, e alcune di queste scoperte/insegnamenti si sono tradotti in nuovi trattamenti contro il dolore. Tuttavia, abbiamo ancora molto da imparare, soprattutto sul dolore cronico – su come alleviare meglio la sofferenza di tante persone che vivono/convivono con questo problema.

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